IL
RICICLAGGIO
(Da un’idea di Andrea Cirelli)
C’era una volta un paese in cui si viveva bene; c’era il sole,
il mare qualche volta la neve e la gente era davvero simpatica.
Mangiava, dormiva, studiava, lavorava, giocava..
Per fare questo aveva bisogno di poche cose che usava e riusava; poi,
quando queste cose sembravano non servire più.. mistero: c’era
sempre qualcuno che se ne occupava trasformandole in qualche cosa di completamente
diverso, ma nuovamente utile.
Tutto avveniva in modo naturale.
Vivevano così comodamente che non si erano mai preoccupati di sapere
chi fosse questo qualcuno, dove abitasse e come facesse.
Si ritrovarono però, inconsapevolmente, a inventare le cose più
strane, creando nuovi materiali.. mischiando e rimischiando davano forma
ai loro desideri.
Più passava il tempo più si sentivano nuove
esigenze: necessità di strumenti, di attrezzature particolari,
di prodotti d’ogni genere.
Cominciarono ad aumentare carta, plastica, vetro, metalli e altro ancora.
Erano soprattutto gli imballaggi a fare da padrone: in ogni angolo delle
strade si trovavano mucchietti di cassette, scatole e bottiglie.
Qualche frigorifero, qualche lavatrice, dei mobili e perfino dei materassi
giacevano abbandonati su aree verdi o sugli argini dei fiumi.
Come mai? Forse qualcosa si era rotto? Il mistero che prima faceva sparire
tutto adesso lasciava cumuli di cose!
Con il tempo la popolazione si rese conto che tutto ciò stava diventando
un grande problema.
Innanzitutto diede un n uovo nome a queste montagne di cose vecchie: spazzatura,
rifiuti, immondizia, pattume..
Poi decise di raccoglierle i rifiuti e di portare tutto su un parto, ma
presto il prato non bastò più.
Pensò allora di utilizzare aree dei paesi vicini, ma anche questa,
con il trascorrere del tempo, si dimostrò non essere la soluzione
adatta: infatti anche i paesi vicini cominciavano ad avere problemi per
i troppi rifiuti.
Si diffuse allora una grande preoccupazione che coinvolse l’intera
popolazione.
Si riunì dunque il gruppo dei saggi per tentare
di risolvere il problema.
Iniziarono a studiare come si faceva prima, scoprirono il grande meccanismo
della natura che non lasciava resti, ne produceva rifiuti.
Ipotizzarono ingegnosi sistemi per aiutare la natura, per accelerare i
processi di trasformazione. Dopo aver scartato alcune proposte che non
davano garanzie per il futuro, decisero di affrontare con grande determinazione
la questione, coinvolgendo tutti gli abitanti del paese.
Furono individuate soluzioni che taluni consideravano eccessivamente drastiche;
tuttavia, la maggior parte della popolazione le valutò come ragionevoli
e, soprattutto, necessarie.
I saggi presero a parlare con gli abitanti per indurli a ridurre la quantità
dei rifiuti prodotti (con scarsi risultati: molte cose erano troppo belle
e troppo utili, era difficile rinunciare a qualche cosa .. ; le loro borse
della spesa erano sempre più traboccanti di nuovi prodotti considerati
indispensabili) e a raccogliere i materiali scartati in modo separato.
Un po’ per gioco, un po’ per la nascita di programmi e incentivi
e un po’ per obbligo iniziò la raccolta differenziata.
Come fiori spuntarono campane di tutti i colori e gruppi di ragazzi trovarono
lavoro in questa attività.
I terreni, impoveriti dal tempo e dalla continua produzione di frutti,
furono arricchiti con il compost ottenuto dagli scarti degli stessi prodotti
agricoli e così si riprese a vedere il paesaggio di una volta.
Certo, non fu facile, anche perché era necessario
mettersi d’accordo con altri paesi e si sa come spesso ciò
sia difficile; tuttavia i risultati che si ottennero, nonostante le molte
difficoltà iniziali, facevano ben sperare.
I saggi ritennero necessario reperire risorse nuove per i nuovi impianti
per produrre calore ed energia elettrica, per bruciare rifiuti, per non
inquinare.
Ritennero soprattutto necessario mettere d’accordo tante persone,
che però svolgevano lavori diversi e quindi erano portatori d’interessi
diversi.
Vennero raccolti carta, vetro, plastica, metallo: materiali che dovevano
essere riciclati, non smaltiti!
Per questo iniziarono anche a discutere sulle soluzioni tecnologiche migliori
e nacquero i primi contrasti tra produttori e consumatori.
I saggi pensarono di tassare di più chi non collaborava e di premiare
chi lo faceva.
Avviarono anche dei controlli e qualche risultato iniziò ad arrivare.
I frigoriferi non più utilizzati vennero raccolti in specifici
centri, fu venduta più carta riciclata, i rifiuti pericolosi erano
trattati a parte; insomma, poco alla volta venne rallentato il grande
pericolo dell’invasione dei rifiuti!
Ma tutto questo non basta e quindi i saggi stanno ancora lavorando molto
per far crescere imprese serie e persone ragionevoli.
Tuttavia ci sono molte presenze scomode, molti esempi del passato che
fanno capolino sull’argine di un fiume, in una vallata, a volte
anche dietro l’angolo di casa.. ma questa è storia recente
che voi tutti conoscete…
Ogni cosa ha un tempo per decomporsi
Alcuni esempi di materiali molto comuni nella vita quotidiana
di tutti noi e i tempi per la loro naturale decomposizione:
torsolo di mela: da 15 giorni a 3 mesi
filtro di sigaretta: 2 anni
fazzoletto di carta: da 3 a 6 mesi
giornale: da 4 a 12 mesi
gomma da masticare: 5 anni
bottiglia di vetro: 4.000 anni
bottiglia di plastica: da 100 a 1.000 anni
lattina in alluminio: da 20 a 100 anni
carta telefonica: 1.000 anni
Conoscere i rifiuti per separarli
Nella realtà attuale un rifiuto, tramite il processo
del riciclaggio, non finisce mai la sua vita. Un rifiuto infatti è
il punto di partenza per nuove vite.
La raccolta differenziata quindi è un gesto fondamentale che tutti
i giorni e per tutto l’anno, abbiamo il dovere di compiere, sostituendoci
alla natura proprio perché la natura stessa non riesce più
smaltire da sola.
Inoltre dobbiamo vedere questa operazione, anche come un risparmio energetico
e di conseguenza un risparmio economico notevole, per tutta la comunità.
Le regole ed i sistemi della raccolta differenziata, sono diversi per
molte città pur essendo legati tutti alla stesso scopo: campane
– cassonetti – contenitore multimateriali – sacco condominiale
– centro di conferimento.
I colori che differenziano le tipologie dei materiali possono essere:
marrone – verde chiaro – grigio – azzurro – rosso
– giallo – bleu.
Utilizzo dei rifiuti come risorse
Le risorse dei rifiuti sono molteplici:
riciclaggio meccanico
trasformazione dei rifiuti in vere e proprie materie prime
utilizzate per essere riusate nella produzione di nuovi materiali
termovalorizzazione
produzione di calore tramite la bruciatura dei rifiuti
e conseguente produzione di energia elettrica
biogas
in base alla tipologia dei rifiuti in discarica, il processo
di decomposizione produce gas, tra cui una percentuale di metano, che
viene recuperato ed incanalato in appositi impianti.
L’ottimo
Per utilizzare al meglio la nostra pattumiera è
far si che in discarica vada la minor quantità possibile di rifiuti,
utilizzando quindi il maggior valore potenziale di ogni singolo materiale
differenziato separandoli dall’inizio.
Le associazioni e i consorzi
Federambiente (federazione Italiana Servizi Publici Igiene
Ambientale)
Cobat ( Consorzio Obbligatorio Batterie Usate)
Comico ( Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base
Cellulosica)
Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi)
Coou ( Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati)
Corepla ( Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero
dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica)
Il riciclaggio
della carta
La carta
che viene utilizzata per il riciclaggio, proviene in gran quantità
anche dalla raccolta differenziata che viene eseguita nelle nostre case.
Solitamente viene portata in un punto di raccolta generale, dove una prima
selezione separa i giornali, il cartone, la carta più leggera e
i moduli continui.
A questo punto i vari materiali vengono confezionati e pressati sotto
forma di balle e poi inviati alle cartiere che provvederanno a riciclarla.
Queste aziende, ricevuti questi materiali, utilizzano un macchinario che
viene identificato con il nome di spappolatore che tritando con l’aggiunta
di acqua produce una specie di poltiglia.
Successivamente viene filtrata attraverso dei grossi fori che tolgono
le impurità più grandi.
Attraverso la differenza del peso specifico e dalla forza di gravità,
un depuratore riesce, poi, a separare le impurità dalla pasta di
cellulosa.
Per la produzione di carta bianca, bisogna agire togliendo con dei solventi
gli inchiostri.
Una percentuale di cellulosa vergine, deve a questo punto essere mescolata
con la pasta della carta di recupero; questa percentuale varia in base
alla destinazione di utilizzo.
La differenza tra la produzione della carta riciclata e quella da cellulosa
vergine, sta nel minor utilizzo di materia prima (cellulosa proveniente
dagli alberi) e dalla quantità di acqua e di energia elettrica.
Non tutti i prodotti però, possono essere composti con carta riciclata,
esistono infatti caratteristiche meccaniche diverse per resistenza e qualità
che non sempre sono idonee alla destinazione del prodotto finito.
Il riciclaggio
della plastica
Per la plastica,
vale lo stesso discorso della carta: è importante (per una buona
riuscita del riciclaggio) che la separazione avvenga già dentro
le nostre case.
Le plastiche che vengono raccolte tramite la raccolta differenziata, devono
essere selezionate e divise. Per ottenere questa separazione viene utilizzato
il principio di Archimede e i raggi X.
Una volta avvenuta la separazione dei polimeri, questi vengono macinati,
lavati e trasformati in piccole scaglie, pronte a produrre nuovi manufatti.
Esiste una diversità di plastiche riciclate che vengono prodotte;
plastiche omogenee e plastiche eterogenee.
Alcune applicazioni di plastiche riciclate per la produzione di materiali:
Plastiche
omogenee
PET (riciclato): fibre a fiocco e a filo (maglioni), contenitori, ecodesign
PVC (riciclato): battiscopa, tubi e profilati flessibili, profilati rigidi
POLIETILENE (riciclato): flaconi per prodotti chimici, etc..
Plastiche
eterogenee
Pavimenti
Staccionate
Giochi all’aperto per bambini
Elementi di arredo urbano
Lampade
Segnaletica stradale
Tra tutti
i tipi di plastiche comuni, restano ancora comunque esclusi dalla raccolta
differenziata le seguenti:
EPU (Poliuretano espanso) è un materiale plastico molto morbido,
leggero e isolante che viene utilizzato per la fabbricazione di materassi
e divani o come materiale per l’imballaggio nella protezione di
oggetti fragili.
ABS (Acrilonitrile-Butadine-Stirene) è un materiale plastico lucido
e molto resistente agli urti. Viene utilizzato per la fabbricazione di
oggetti per la casa, di telefoni, di valige e molti altri.
Oltre al
riciclaggio meccanico, cioè quello della triturazione del materiale,
la plastica può essere riciclata anche tramite la termovalorizzazione.
E’ infatti il materiale con il più alto potere calorifico
essendo composto da polimeri che derivano dal petrolio.
Un esempio pratico: la combustione di una sola bottiglia di plastica ha
sufficiente calore per tenere accesa una lampadina da 60 watt per un’ora
intera.
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